“Io non voglio uscire” di Anna De Santis, una storia vera sulla disforia di genere edito da Giuseppe de Nicola. Presentazione del romanzo venerdì 13 febbraio 2026 alla libreria Raffaello a Napoli

 

Si presenta venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 18 alla libreria Raffaello in via Kerbaker 35 Napoli

Io non voglio uscire – Storia di Manuel, nato due volte di Anna De Santis, Giuseppe de Nicola Editore. Dialoga con l’autrice, Paolo Valerio, Professore Onorario di Psicologia Clinica presso l’Ateneo Federico II di Napoli e Presidente della Fondazione Genere Identità Cultura. Modera Giuseppe de Nicola.

Il romanzo racconta il doloroso cammino che ha portato Martina a diventare Manuel e del testardo, infruttuoso tentativo di sua madre di impedirglielo. Pagine dove fluiscono le emozioni e gli affanni di una storia vera in un percorso ad ostacoli che all’inizio sembravano insormontabili.

La disforia di genere è un tema decisamente complesso. Il mio errore è stato affrontarlo senza effettiva conoscenza. La paura dell’ignoto mi faceva credere che fosse solo una scelta scellerata e autodistruttiva. Solo l’amore incondizionato per mio figlio mi ha posto di fronte alla necessità di comprendere e informarmi”, racconta l’autrice.

Una guerra durata anni, con una madre che combatteva inutilmente e con armi inadeguate, sopraffatta dalla paura del futuro, dal terrore del cambiamento, dall’incapacità di accettare quello che non si poteva evitare. Manuel usava armi forti, poiché, per quanto impaurito e preoccupato, era sostenuto dalla determinazione di chi pretende la libertà di essere se stesso, dal coraggio dell’età e dalla consapevolezza di non avere scelta.

“Quello che ho imparato da lui”, spiega De Santis, “è che il doloroso disagio provocato dall’incongruenza tra sesso assegnato alla nascita e genere cui si sente di appartenere è molto più pericoloso e insopportabile di qualsiasi cosa io temessi. Il disagio psicofisico, già di per sé grave e spesso invalidante, è reso ancora più complicato da stigmi sociali ancora lontani dall’essere superati”.

Questo libro nasce inizialmente con il proposito dell’autrice di mettere in ordine i propri pensieri, per raccontare a se stessa il terremoto che si era abbattuto sulla sua famiglia, per poi diventare un messaggio di comprensione, accettazione e amore. Oggi Anna De Santis porta avanti questa missione parlando a genitori e ragazzi nelle scuole e ad ogni occasione che lo consenta.

Spero di aver contribuito a fare almeno un po’ di chiarezza. Sono certa che la conoscenza possa arginare i pregiudizi e spero che la condivisione della mia esperienza, in qualche modo, possa aver ispirato riflessioni”, conclude.

 

Uno stralcio dell’opera

«Sai cosa mi ha raccontato ieri sera Rossella, mentre l’aiutavo a mettere il pigiamino? (…) Mi ha chiesto: “Mamma, ma quando sono nata, io avevo già la patatina?”»

«Ma tu guarda che vanno a pensare i bambini! E che le hai risposto?» chiesi di rimando.

«Eh, io sono rimasta un po’ spiazzata e per prendere tempo le ho chiesto il perché di quella domanda».

«E lei?»

Esitò a rispondere e la sua voce si accentò ancora di più di imbarazzo.

«E lei? Lei, come se fosse la cosa più normale del mondo, mi ha detto che tua figlia le ha confidato in segreto che quando è nata aveva il pisello, ma una strega cattiva glielo ha fatto cadere, lasciandole per dispetto la patatina. Alla fine hanno pure litigato, perché Rossella le ha detto che non era vero niente, che non era possibile e Martina si è arrabbiata».

Le nostre figlie, praticamente cresciute insieme, avevano circa cinque anni. Questa conversazione, all’epoca, finì in una vigliacca risata ipocrita, che nascose a dovere l’allarme che invece risuonò subdolo e predittivo di tutto il dolore e la tragedia che di lì a qual che anno avrebbero travolto me e la mia famiglia. Se, da un lato, mi chiedo chi diavolo avrebbe mai dato ascolto seriamente ad una sciocchezza simile, dall’altro non passa giorno in cui non mi torturi con il dubbio che, intervenendo subito, avremmo potuto cambiare il corso degli eventi.

 

L’autrice

Anna De Santis è nata in provincia di Napoli nel gennaio del 1968 e ha frequentato il liceo classico “Benedetto Croce” di Torre Annunziata.

Fisioterapista di professione, scrittrice e lettrice per passione. La fisioterapia, per lei, è fonte inesauribile di esperienza umana, mentre la lettura e la scrittura, insieme al grande amore per il mare e per lo sport, sono le sue ‘pillole salvavita’.

Prima di ogni cosa, però, è mamma ed è proprio questo suo ruolo ad averla spinta a pubblicare questa storia.

In questo esordio come scrittrice si legge più di ogni altra cosa il desiderio di condividere la propria esperienza, nella ricerca di uno scambio osmotico con il lettore, chiamato a passare da destinatario ad ambasciatore di un messaggio di accettazione delle diversità.





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