Si presenta il 14 febbraio 2026 al Maschio Angioino di Napoli l’atteso romanzo di Giuseppe Farese “Punizione a due in area” ambientato negli anni di Maradona
Punizione a due in
area di Giuseppe Farese,
Homo Scrivens Edizioni (Collana “Gatti neri e vicoli bui”), romanzo che Maurizio
de Giovanni definisce “poliziesco efficace e sorprendente”, si presenta sabato
14 febbraio 2026 ore 11:00 nella Sala Litza Cittanova Valenzi al Maschio
Angioino di Napoli.
Introduce Lucia
Valenzi. Con l’autore intervengono Fabrizio Cappella e Antonio
Perillo. Letture di Armando Guarino. Modera Aldo Putignano.
Sullo sfondo di una Napoli
a metà degli anni Ottanta, tra le paure del post-terremoto e nuove speranze
di rinascita e riscatto, Franco Lorusso, ispettore della Digos, è
impegnato nei servizi di sicurezza per la partita Napoli-Juventus. Siamo
tra fine ottobre e inizio novembre del 1985, proprio in quei giorni l’ispettore
si trova a risolvere due casi misteriosi, uno dei quali s’interseca con
la sua vita privata. Due storie diverse, che hanno un comune denominatore nella
passione per Diego Armando Maradona che quella domenica, contro i
bianconeri, realizza uno dei gol più belli e incredibili della sua carriera e
il giorno dopo, a Scalea, in Calabria, su un campo in terra battuta, giocherà
una partita di beneficenza.
“La genesi di questo
racconto giallo risale a una mattina di luglio del 2024”, spiega l’autore, “quando
Antonio Di Bonito, autore insieme ad altri del docufilm Maradonapoli,
mi ha mostrato alcune foto che aveva ritrovato nella sua instancabile e
appassionata ricerca di segni e oggetti del passato. Le immagini ritraevano
Diego Armando Maradona in azione su un campo in terra battuta a Scalea, in
Calabria, all’indomani del famoso gol su punizione segnato alla Juventus il 3
novembre del 1985”.
La stesura di questo
romanzo, ricco di dettagli reali sull’ambientazione e sugli avvenimenti che
caratterizzarono Napoli nell’autunno dell’85 grazie a ricerche e indagini
dell’autore su riviste e giornali dell’epoca, ha avuto molte collaborazioni che
lo rendono unico e autentico nel suo genere. Partiamo da Luigi Merolla,
già dirigente della Digos e poi Questore a Napoli. “Mi ha aiutato a ricostruire
alcune dinamiche relative al funzionamento degli uffici di Polizia e in
particolare di quelli della Digos”, chiarisce Farese. “Durante i mesi di
stesura del libro, ho avuto con lui un confronto continuo, foriero di spunti
che hanno impreziosito il racconto inquadrandolo al meglio nella cornice degli
anni Ottanta”.
Eraldo Pecci, ex centrocampista di quegli anni, pure si è rivelato utile nell’ambito della realizzazione di alcune delle pagine più belle del romanzo, per aver condiviso dettagli del breve dialogo tra lui e Maradona che precedette il calcio di punizione a due. “La descrizione di quegli istanti restituisce al volume un filo emozionale che rende più vivo il ricordo di quella prodezza balistica”.
UNO STRALCIO
DELL’OPERA
Maradona, con un
lancio perfetto da quaranta metri, imbeccò in area Daniel Bertoni, anche lui
argentino, sul quale Scirea intervenne in gioco pericoloso. Forse pregustando
il calcio di rigore, gli ottantamila sugli spalti trattennero il fiato in
attesa della decisione del signor Redini, che non esitò tuttavia a fischiare
una punizione a due in area. Lorusso guardò l’orologio, erano le quindici e
cinquantasei minuti, ed ebbe come il presentimento che si fosse giunti allo
snodo della partita. Sulla palla si portarono Maradona e Pecci, mentre
l’arbitro non senza difficoltà cercava di far rispettare la distanza della
barriera.
«Diego, non passa,
sono troppo vicini», disse Pecci. Maradona rispose semplicemente: «Eraldo, tu
toccala un poquito e ci penso io».
E Pecci sempre più
perplesso: «Ti dico che non passa!».
Diego però insisté
ancora: «Toccala un poquito, ti ho detto».
«Fai come ti pare,
Maradona sei tu!»
Allora Pecci sfiorò
il pallone con la suola della scarpa e Maradona, con un sinistro diabolico e
geniale, riuscì a infilare la sfera alle spalle di Tacconi, disegnando una
parabola imprendibile e impensabile.
Il San Paolo venne giù dall’esultanza con un boato che fece tremare le mura dello stadio e quelle dei palazzi circostanti.
L’AUTORE
Giuseppe Farese
(1977), napoletano, lavora nell’ufficio stampa di una Compagnia di navigazione
internazionale. Giornalista pubblicista, ha curato i volumi Identità fragile e
integrazione difficile (Rubbettino, 2016) e Cultura e spettacolo a Napoli negli
anni della giunta Valenzi (1975-1983) (Artem, 2021). Ha esordito nel noir con
Rovesci (Absolutely Free Libri, 2024).


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