“Roberta Valente Notaio in Sorrento” una serie che racconta il coraggio di essere, oltre la professione
Di Claudia Siano
Roberta Valente-Notaio in
Sorrento è una serie tv rai composta da sole otto puntate da cinquanta
minuti ciascuna presente su Raiplay, che intreccia le storie di quattro ragazzi
in prima linea e dimostra che non è soltanto un lavoro a determinare la vita di
un uomo o di una donna, pur essendo spesso l’adesivo che gli altri ci attaccano
addosso ancor prima di conoscerci come persone. Roberta, Stefano, Vito e Leda, sono
i quattro personaggi principali, che formano una sorta di chiasmo perfetto nei
loro caratteri e con i loro temperamenti, diventano l’emblema di racconti e
storie differenti. Nella fortuna di una vita agiata o tutta da costruire,
nell’amore e nel suo modo di manifestarsi, nelle sue varie forme, nelle sue
possibilità, nelle sue alternative, i protagonisti vivono incertezze, negano
evidenze, si lasciano andare, insomma, vivono. Questa serie profuma di limoni
di Sorrento e mare che accoglie chi sa apprezzarlo come Capasanta, un uomo che
vive per il mare, che ormai ha solo il mare, ma anche chi non sa farlo, come
Roberta, i cui genitori sono morti in mare. Una fobia che non passa, che la
tormenta, eppure, con la giusta compagnia, e la sensibilità di chi saprà
guardarla negli occhi potrà forse anche riuscire ad affrontarla. La vita non è
lineare, neanche quella di un notaio affermato, le sorprese sono sempre dietro
l’angolo, persino lei può nascondere dei lati oscuri. Si tratta di una
narrazione limpida ma accattivante, ricca di riflessioni e di semplicità, e di
quest’ultima c’è davvero tanto bisogno. L’amore neanche è così semplice nella
serie, non è facile capire cosa si cerca davvero fino a quando,
improvvisamente, tutto inizia a prendere forma, eppure razionalmente non si
vuole accettare o non si può far prendere il sopravvento al cuore. Eppure, il
cuore non riesce a mentire, in nessun personaggio, non riescono a scappare dai
sentimenti che provano, anche scomodi, quantomeno veri. L’autenticità della
serie è la chiave per godere di qualche serata in serenità, allegria, ma anche
il modo giusto per provare a capire che forse siamo qualcosa in più della
professione che scegliamo o che qualcuno sceglie per noi, siamo qualcosa in più
di una relazione che ci fa sentire ingabbiati o infelici, possiamo cambiare
strada, possiamo sempre ascoltarci, anche se, a volte, può far male. Se dovessi
dare un nome a quanto ho visto sarebbe, se dovessi usare una parola per fare il
riassunto che farei di queste puntate, sarebbe coraggio. Coraggio di essere sé
stessi, di affrontare le proprie paure, di scoprire cosa si cela dietro
qualcosa che non vogliamo vedere, coraggio di amare chi si vuole amare.
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