L’ultimo romanzo di Andrea Esposito, "Innocenza", dal 22 maggio in tutte le librerie italiane per i tipi di Ponte alle Grazie

 

Di Claudia Siano

Si tratta di un viaggio iniziatico attorno alle radici del male, facendosi strada tra identità e affetti profondi, l’ultimo romanzo di Andrea Esposito, Innocenza, dal 22 maggio in tutte le librerie italiane per i tipi di Ponte alle Grazie. Lo scrittore romano, classe 1980, già finalista di numerosi premi letterari come il Premio Calvino, è autore di altri due romanzi, Voragine, 2018 e Dominio, 2021, usciti a marchio Il Saggiatore.

In questa sua terza pubblicazione si parla di origini, di ritorno al passato, di infanzia, ma non solo, si lotta anche per dimostrare una innocenza. Tra le pagine si va verso due destinazioni: la prima rivolta al passato che ha forgiato la protagonista, Caterina, anche in maniera inconsapevole; la seconda è rivolta al difficile tentativo di provare a sconfiggere la violenza nel complesso tentativo di dare un senso alla sofferenza. Un linguaggio abissale, profondo, che non teme il non conosciuto, che aiuta a scavare dentro di sé.

Preoccupata per il padre anziano, Caterina lascia Roma e torna nel paese dove è nata, attorniato dalla Sila. Ma accadono fatti strani. Al suo arrivo non solo scopre il cadavere di un uomo, ma anche che il padre è scomparso assieme a un bambino. Per dimostrare l’innocenza del genitore, Caterina si addentra nella montagna assoluta, dove il silenzio diventa voce: il senso della realtà prende a sfaldarsi, lasciando il posto a superstizioni, visioni, credenze di un mondo arcaico, come la leggenda della lupa rossa, che sembra tornare a intrecciarsi con un male molto più vero.

Esposito ci ha abituati a voragini, a zone grigie, a vuoti cosmici e apocalisse, al suono del niente. Anche stavolta una sola parola: Innocenza. A dimostrarla, anzi a incarnarla è la voce di Caterina, la ragazza dovrà affrontare sfide che sembreranno essere più grandi di lei, ma la vera domanda è: saprà esserne all’altezza? E soprattutto, i lettori sapranno leggere in modo univoco il messaggio dell’autore o ciascuno ci vedrà qualcosa di diverso in una sfida interpretativa, servendosi soltanto degli strumenti della propria sensibilità? Non ci resta che aspettare qualche giorno per confrontarci in merito…

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