"Gli omicidi dei tarocchi" di Barbara Baraldi. Avvincente, seducente, capace di miscelare sapientemente logica e mistero

 

 

Di Roberta Verde

 

Ma quanto è bello il mistery quando si declina al femminile! Avvincente, seducente, capace di miscelare sapientemente logica e mistero. Ce ne dà conferma la scrittrice e fumettista emiliana Barbara Baraldi nella sua ultima fatica letteraria Gli omicidi dei tarocchi, uscita lo scorso 2 luglio per Giunti editore.

Ambientato nella ricercata Trieste, città imperiale dai forti umori mitteleuropei, il romanzo agisce su due piani: quello del mistero – con ben tre omicidi da risolvere – e quello intimo di due sorelle che cercano di ricostruire il loro sfilacciato rapporto. Da un lato c’è Maia, laureata in Belle Arti “con un elenco di impieghi che assomiglia a una lista di precedenti penali” e che ha un rapporto molto complesso con sé stessa e con il mondo che la circonda; dall’altro Emma, donna intuitiva totalmente assorbita dalla carriera in Polizia. Le due donne, in freddo da anni, si ritrovano a dover risolvere un intricato mistero che ha per protagonista un feroce killer che usa i tarocchi a mo’ di firma. Il problema è che quelle carte rinvenute sulla scena del crimine non sono tarocchi qualsiasi, ed Emma lo capisce subito; sono state infatti pensate e disegnate da Maia, in passato grande appassionata di esoterismo. La ragazza però giura di aver distrutto quell’unico mazzo creato da lei: come sono dunque giunte nelle mani del killer se non esistono più? Tutto si complica quando viene trovato un terzo cadavere… con accanto un altro tarocco di Maia.

Il romanzo ha un buon ritmo, nonostante i capitoli siano brevi e rapidi. Questo qualche volta non permettere al lettore di entrare in reale connessione con i personaggi. Va riconosciuta comunque all’autrice la capacità di mantenere alta la tensione narrativa, in cui il presente si mischia con il passato rivelando dettagli che mettono in luce i lati più oscuri dei personaggi presentati (che non sono pochi).

Molto interessante il valore psicoanalitico dato alle figure raffigurate nelle carte; come dice Maia “nei tarocchi non c’è niente che non sia già dentro di noi. E, mentre li interroghi, loro stanno interrogando te”. La cartomanzia e tutte le credenze legate a essa sembrano dunque configurarsi come uno strumento di analisi alternativo, sicuramente di forte fascinazione.

È una lettura che punta molto sul potere evocativo delle carte, protagonisti indiscussi del testo; se lo scopo dell’autrice è quello di avvicinare i lettori al mondo dell’esoterismo si può dire che lo scopo è stato raggiunto. Almeno in molti casi.  

 

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