Aldo Putignano sul Festival degli Animali in Giallo e sul Premio Letterario Nazionale Corvo Nero: “Evento dalla formula originale, mi aspetto la giusta attenzione”

 



Di Fabio Gaudiosi

 

Aldo Putignano è un docente di scrittura, nonché presidente della casa editrice Homo Scrivens. Sarà presente al Festival degli Animali in Giallo 2026 sia sabato 7 febbraio al Polo Museale della Pietrasanta con un panel intitolato “Le mille vite del gufo. Dalle favole ai racconti horror”, sia venerdì 6 marzo al Museo Zoologico dell’Università di Napoli Federico II, in cui parlerà dell’immaginario collettivo sui topi.

Putignano, perché i napoletani e i turisti dovrebbero venire ai suoi eventi e cosa dobbiamo aspettarci dai suoi panel?

Innanzitutto, io mi aspetto la giusta attenzione per il Festival perché è un evento dalla formula originale, che mescola insieme due argomenti di interesse che ci appassionano e che in realtà si richiamano più di quanto noi siamo abituati a pensare. Anche la scelta dell’argomento dei miei interventi parte da queste considerazioni, infatti parlerò del topo e del gufo nelle arti e di come hanno contaminato le arti. Il topo perché è forse l’emblema della cultura pop, grazie a Disney, ma non solo. Eppure, nella vita di tutti i giorni un topo non ci mette certo allegria e buon umore, anzi. Per cui era divertente vedere come l'uomo guardi artisticamente verso l'animale fino al punto di stravolgerlo a suo consumo. Dall’altra parte, il gufo è quasi il simbolo del gotico perché è un animale difficile da interpretare, di una bellezza che ci affascina… tra l’altro una cosa bizzarra è che forse è l'animale, dopo il gatto, più collezionato, per cui c'è un’attrazione che a mio avviso va spiegata; anche in questo caso ci sono molte opere letterarie che ne trattano in maniera diversa, forse più conforme, ma la cui scarsa conoscenza ci costringe in ogni caso a trasformarlo, magari inconsapevolmente, al nostro piacimento.

La sua partecipazione al festival si avvale anche di un concorso letterario. Ci vuole parlare del Premio Nazionale Corvo Nero?

È un premio interessante perché è molto complesso, c’è anche poco tempo per partecipare, ma mi piaceva molto questa sfida perché io credo che lo scrittore si esalti quando la sfida è forte, quando c’è qualcosa di non banale o di già visto. Tra i vari premi che abbiamo immaginato c’è anche una pubblicazione, non in un volume autonomo poiché il racconto non lo consentirebbe, ma in appendice a un volume che uscirà in tutte le librerie a partire dal mese di settembre 2026 di Giancarlo Vitagliano, uno scrittore di noir affermato. Abbiamo voluto portare - ed è la prima volta che accade - in libreria un testo che abbia la formula del racconto in appendice, che invece troviamo nelle pubblicazioni da edicola, come ad esempio in Segretissimo. Anche questo è un esperimento nuovo, credo consono al Festival. Vedremo come sarà accolto.

 

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