Uccelli del terrore al Festival degli Animali in Giallo. Prossima tappa con Rosario Balestrieri: "Gli uccelli sono delle forme di vita incredibili, capaci di attraversare il globo da una parte all’altra". Lo incontreremo il 7 febbraio alla Pietrasanta

 

Di Fabio Gaudiosi

Rosario Balestrieri è il primo ornitologo della Stazione zoologica Anton Dohrn, con occhi carichi di entusiasmo per le sue ricerche. Particolarmente attento a come le nostre abitudini influenzino la biodiversità, sarà coinvolto in due panel nel corso del Festival degli Animali in Giallo 2026. Il primo è fissato per sabato 7 febbraio al Polo culturale della Pietrasanta a Napoli, dove è previsto un “identikit degli uccelli del terrore”; il secondo appuntamento sarà sabato 7 marzo al Museo Zoologico dell’Università Federico II di Napoli, in cui si affronterà scientificamente la consapevolezza della morte nel corvo.

Balestrieri, gli uccelli sono delle forme di vita incredibili, formidabili perché capaci di attraversare nei loro viaggi migratori il globo da una parte all’altra o di solcare vette altissime. Quanto fascino e quanto mistero si annida nell’attività di ricerca che li riguarda?

Gli uccelli sono animali incredibili, hanno tutta una serie di record, alcuni molto noti come, ad esempio, quello detenuto dal falco pellegrino, che è la specie più veloce del pianeta, potendo superare 350 km/h, o quello relativo al grifone, che è l’animale che più vola in quota: pensa che abbiamo un record di 11.000 metri di un esemplare che nel 1979 si è schiantato contro un aereo a quella quota. Ma questi sono solo alcuni dei record che stiamo studiando e molti non li sappiamo ancora. Sono incredibili perché più li studiamo e più c’è da imparare. Pensa che solo di recente si è scoperto che i pinguini per cacciare possono scendere a oltre 530 metri di profondità: in un luogo in cui la pressione è altissima, a quella profondità non c’è la luce, avranno altri metodi per ghermire le prede, probabilmente bioluminescenti. Quindi, più cose scopriamo, più interrogativi abbiamo.

 

Perché inserirli all’interno della programmazione del Festival degli Animali in Giallo?

Gli uccelli sono in questo festival proprio per il loro status di animali bandiera: se ci si riferisce agli animali, generalmente si pensa innanzitutto a cani e gatti, ma poi vengono in mente gli uccelli proprio per il carisma che questi hanno sull’uomo, di certo non pensiamo immediatamente ai moscerini. È importante capire quali specie suscitano questo carisma, perché lo fanno, che caratteristiche hanno e perché hanno addirittura influenzato la nostra storia, in quanto sicuramente, attraverso la scrittura o la cinematografia, hanno abitato la nostra immaginazione. Probabilmente l’hanno fatta i falchi e non i beccafichi. Io cercherò di spiegare questo.

Questo festival si propone di approfondire anche quali siano le interrelazioni tra il mondo animale e i romanzi. Allora, in termini speculari, mi chiedo quanto gli uccelli siano influenzati invece dagli uomini?

Noi purtroppo influenziamo tantissimo la loro vita, più di quanto dovremmo. Pensa che stiamo vivendo la sesta estinzione di massa: nell’attuale fase industriale che l’uomo vive, il tasso di estinzione è aumentato di 35 volte rispetto a quello normale. Quello che è stato l’asteroide per i dinosauri, noi lo siamo fondamentalmente per la biodiversità in questo periodo, perciò purtroppo influenziamo tante forme di vita. Una delle ultime specie che si è estinta e che viveva anche in Italia come migratore è il chiurlottello, di cui è stata dichiarata l’estensione da qualche anno, ma è soltanto la punta dell’iceberg, è tutta la biodiversità che stiamo perdendo. E noi la influenziamo anche nei piccoli gesti. Ad esempio, uno dei motivi più importanti di morte nell’avifauna è l’impatto contro le vetrate. Ebbene, tu vedi anche luoghi come le sedi dei parchi nazionali, luoghi istituzionali in cui si sa benissimo che le vetrate sono un impatto che può generare morte negli uccelli, privi di una sagoma di segnalazione o di un dissuasore affisso alle finestre. E lì ti rendi conto che c’è proprio tanto da fare per passare dalla parola ai fatti e rendere davvero la biodiversità importante, per farci influenzare nella sua tutela, modificando il nostro stile di vita e non il contrario. Ancora, con le nostre abitudini influenziamo la biodiversità nella cifra in cui non teniamo conto che dietro quella potatura che vogliamo fare per vedere Capri sul lungomare, abbiamo tagliato 10 nidi. Capiamo, quindi, che siamo noi a doverci far influenzare dalla biodiversità.

 

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