“Deliziose ricette e insospettabili delitti”, pietanze, racconti e tanti spunti nel nuovo libro edito da Gialli Crime
Di
Claudia Siano
Più
di venti autori, diciannove racconti con annesse ricette, dunque ricette e
racconti. Sto parlando della nuova raccolta targata Gialli Crime, stavolta
intitolata Deliziose ricette e insospettabili delitti. Qualche giorno fa
c’è stata la prima presentazione del libro presso la Libreria Iocisto di
Napoli. Si tratta di una raccolta divertente, insolita, improbabile e ricca,
oltre che di ingredienti, di tanta voglia di scrivere e di intrattenere. Non
resta che immergersi in un universo di sapori, di tradizioni, di pensieri, di
storie, dietro cui si celano mille altre storie. Questo libro ci racconta che
la cucina è qualcosa in più di un piatto da servire o da preparare, o
semplicemente da gustare, insomma la cucina è una scelta. C’è chi sceglie tra
dolce e salato e chi non sa farlo e decide di scrivere sia la ricetta dolce che
quella salata. La cucina può essere un rito, un momento di pausa, un sorriso,
una tregua da una giornata pesante. Questi racconti ci rivelano che, qualsiasi
piatto faremo, lo cureremo, lo prepareremo con consapevolezza, con precisione,
con amore, con l’intento di creare un aneddoto, un momento che sappia
rallegrare la giornata, che sia in grado persino di farci viaggiare, come
riesce a fare Farese con i suoi cannoli, oppure ricordarci quali sono le
tradizioni, per poi decidere di rinnovarle a nostro piacimento, come la
pastiera arrepezzata di Giovanni Taranto. Eppure, un piatto, oltre a
poter avere una storia, può diventare anche uno storico pasto, come ci ricorda
Ferrone nel suo racconto, e può portare dietro ricordi, confronti, momenti, a
volte anche troppo lunghi. Dunque, ciò che emerge è che il pasto è la scusa per
ricavarsi un momento, per rimanere ore a tavola a raccontarsi storie, ed è
questo l’effetto che fa questa raccolta, racconta qualcosa in più di una
ricetta, racconta delle persone, degli scrittori che in questa raccolta si sono
messi alla prova, sono stati più sinceri che mai, li vediamo nella loro
versione più quotidiana, nella scelta del loro piatto, ma soprattutto della storia
che hanno voluto raccontare attraverso quella pietanza. Amleto Alfinito ci
racconta quanto siano ancora più deliziose le pietanze se gustate in famiglia,
Simiani invece attribuisce importanza alla giornata che tutti associamo al cibo
e alla riunione familiare, la domenica. Che domenica sarebbe senza un bel
piatto di pasta, un bel dolce, una tavola imbandita e un ambiente familiare? La
domenica ricorda quanto tutto questo sia da considerarsi una grande fortuna.
Miniero non tarda a ricordarci, entrando nell’atmosfera crime del libro, che
potrebbe essere sempre l’ultimo piatto, Mocella invece ci fa comprendere che
anche dietro una torta salata può celarsi un mistero, quindi occhio agli
ingredienti segreti ci ricorda Lapegna! Non tutto è come sembra, non sempre le
storie sono lineari, non sempre i gateau di patate sono gialli, infatti nel
racconto di Irma Abate, la scrittrice ci ricorda che possono essere anche
viola, non a caso il suo racconto si intitola Una cena d’addio… Insomma, neanche
dei tartufini ci si può fidare ci ricorda D’Amore. Tutto questo e tanto altro
nel nuovissimo libro che rinnova una tradizione ormai, quella di iniziare
l’anno con un nuovo libro di ricette e racconti edito Gialli Crime.
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