Napoli, città di fantasmi, tra leggende e vecchie storie

 



Di Francesca Corato

Luce e ombra avvolgono la città di Napoli mentre nei vicoli polverosi pulsa l’entusiasmo della vita e delle storie sussurrate davanti a un caffè. I turisti, con alla mano una mappa, esplorano i luoghi più angusti e suggestivi per scoprirne i segreti. I più meticolosi capiranno ben presto che la città è popolata non solo da persone ma anche da fantasmi, da anime erranti che, secondo le leggende, abitano vicoli, palazzi e sotterranei.

Addirittura sulla mappa si potrebbe aggiungere un fantasma per ogni vicolo, da quelli più celebri a quelli meno conosciuti. Non sarebbe proprio una guida “ufficiale”, ma un percorso narrativo che unisce folklore, superstizione e memoria collettiva.

Ecco come potrebbe essere il viaggio: si parte dal Gran Caffè Gambrinus, uno dei simboli della città. Tra il profumo di caffè e i dolci della tradizione, si narra che ogni anno, durante i mesi di novembre e dicembre, compaia il fantasma di una bambina vestita d’epoca, attratta dall’aroma del torrone. Una presenza gentile, più curiosa che inquietante. Poco distante, la famosa Galleria Umberto I è diventata un teatro di racconti che narrano di figure eleganti che si affacciano tra i marmi e le vetrate della struttura.

Da qui ci si sposta verso il Rione Sanità, dove si trova il Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi più misteriosi d’Italia. Nell’immenso ossario riposano migliaia di resti anonimi: secondo la credenza popolare, le “anime pezzentelle” come il Capitano e Donna Concetta, detta anche “a capa che suda” — vegliano sui vivi e a volte si manifestano a chi chiede loro protezione.

Ma il cuore del centro storico è forse la zona più ricca di apparizioni, che vanno al di là del famosissimo Munaciello legato alla buona o la cattiva sorte nelle case e della Bella 'mbriana che porta prosperità in famiglia se la si avvista sotto forma di geco. Nei quartieri Spagnoli non si sta mai tranquilli, gli anziani del posto raccontano che nei vicoli si aggirino spiriti che si manifestano con suoni improvvisi o bussando alle persiane. A Piazza San Domenico Maggiore si narra, invece, che lo spirito di Maria D'Avalos, uccisa dal marito con l'amante Fabrizio Carafa, vaghi ancora nella piazza alla ricerca del suo amore perduto. E ancora, lungo via dei Tribunali si intrecciano storie di spiriti, figure avvolte in mantelli scuri, vecchie janare e ombre che si dissolvono al passaggio dei lampioni. In particolare, il Palazzo Spinelli di Laurino è noto per racconti di magie, maledizioni e presenze femminili che vagano ancora nelle antiche stanze.

Tra via San Gregorio Armeno e Piazza Bellini, circolano racconti di anime in pena che appaiono al calar del sole: figure legate a vicende del passato, spesso tramandate più dalla fantasia popolare che dalla storia. Un’altra leggenda molto toccante è quella della strega di Port’ Alba, Maria la Rossa, una giovane che patì sofferenze d’amore tali da farla diventare tanto magra e brutta così da essere considerata una strega. Fu lasciata morire di fame e sete in una gabbia, per mano del Tribunale del Santo Ufficio, e appesa sotto l'arco di Port'Alba.

E tra le tappe non si possono dimenticare i castelli. Ad esempio nel Castel Sant’Elmo qualcuno giura di aver visto sagome muoversi lungo le mura e di sentire lamenti dai sotterranei; mentre al Castel dell’Ovo, tra storia e mito, riemerge ciclicamente la leggenda della Sibilla e di presenze che si aggirano nel borgo sul mare. Nel Palazzo Donn'Anna, sul mare di Posillipo, si dice che risuonino gli spiriti di Donna Anna, Mercedes e Gaetano, intrappolati in un triangolo d'amore e morte. E nel Palazzo degli Spiriti, noto anche come Villarosa, un rudere di una villa romana, si narra che, di notte, una figura luminosa e senza volto suoni la cetra e reciti poesie in latino per attirare i pescatori.

Insomma potrebbe essere un bel tour spettrale per Natale! Siete scettici? Provare per credere! Per facilitare la cosa esiste anche un’app chiamata Deathaly — nata da un progetto universitario — che segnala i fantasmi, i munacielli e le janare sparsi per Napoli. Permette di selezionare zone misteriose e leggere le storie associate.

Che si tratti di suggestioni, superstizioni o ricordi trasformati dalla fantasia, resta una verità: in ogni vicolo di Napoli c’è una storia da ascoltare. E, talvolta, anche un fantasma da incontrare.

 

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