Luce e ombra avvolgono la città di
Napoli mentre nei vicoli polverosi pulsa l’entusiasmo della vita e delle storie
sussurrate davanti a un caffè. I turisti, con alla mano una mappa, esplorano i
luoghi più angusti e suggestivi per scoprirne i segreti. I più meticolosi capiranno ben presto che la città è popolata non solo
da persone ma anche da fantasmi, da anime erranti che, secondo le leggende,
abitano vicoli, palazzi e sotterranei.
Addirittura sulla mappa si potrebbe
aggiungere un fantasma per ogni vicolo, da quelli più celebri a quelli meno
conosciuti. Non sarebbe proprio una guida “ufficiale”, ma un percorso narrativo
che unisce folklore, superstizione e memoria collettiva.
Ecco come potrebbe essere il viaggio:
si parte dal Gran Caffè Gambrinus,
uno dei simboli della città. Tra il profumo di caffè e i dolci della
tradizione, si narra che ogni anno, durante i mesi di novembre e dicembre, compaia
il fantasma di una bambina vestita d’epoca, attratta dall’aroma del torrone.
Una presenza gentile, più curiosa che inquietante. Poco distante, la famosa Galleria Umberto I è diventata un
teatro di racconti che narrano di figure eleganti che si affacciano tra i marmi
e le vetrate della struttura.
Da qui ci si sposta verso il Rione Sanità, dove si trova il Cimitero delle Fontanelle, uno dei
luoghi più misteriosi d’Italia. Nell’immenso ossario riposano migliaia di resti
anonimi: secondo la credenza popolare, le “anime pezzentelle” —
come il Capitano e Donna Concetta,
detta anche “a capa che suda” — vegliano sui vivi e a volte si manifestano a
chi chiede loro protezione.
Ma il cuore del centro storico è forse la zona più ricca di apparizioni, che vanno
al di là del famosissimo Munaciello
legato alla buona o la cattiva sorte nelle case e della
Bella 'mbriana che porta prosperità in famiglia se la si avvista sotto
forma di geco. Nei quartieri Spagnoli non
si sta mai tranquilli, gli anziani del posto raccontano che nei vicoli si
aggirino spiriti che si manifestano con suoni improvvisi o bussando alle
persiane. A Piazza San Domenico Maggiore
si narra, invece, che lo spirito di Maria
D'Avalos, uccisa dal marito con l'amante Fabrizio
Carafa, vaghi
ancora nella piazza alla ricerca del suo amore perduto. E ancora, lungo via dei Tribunali si intrecciano storie
di spiriti, figure avvolte in mantelli scuri, vecchie janare e ombre che si
dissolvono al passaggio dei lampioni. In particolare, il Palazzo Spinelli di Laurino è noto per racconti di magie,
maledizioni e presenze femminili che vagano ancora nelle antiche stanze.
Tra via San Gregorio Armeno e Piazza
Bellini, circolano racconti di anime in pena che appaiono al calar del
sole: figure legate a vicende del passato, spesso tramandate più dalla fantasia
popolare che dalla storia. Un’altra leggenda molto toccante è quella della strega di Port’ Alba, Maria la Rossa, una giovane che patì sofferenze d’amore tali da
farla diventare tanto magra e brutta così da essere considerata una strega. Fu
lasciata morire di fame e sete in una gabbia, per mano del Tribunale del Santo
Ufficio, e appesa sotto l'arco di Port'Alba.
E tra le tappe non si possono
dimenticare i castelli. Ad esempio nel Castel Sant’Elmo qualcuno giura di aver visto sagome muoversi
lungo le mura e di sentire lamenti dai sotterranei; mentre al Castel dell’Ovo, tra storia e mito,
riemerge ciclicamente la leggenda della Sibilla e di presenze che si aggirano
nel borgo sul mare. Nel Palazzo
Donn'Anna, sul mare di Posillipo, si dice che risuonino gli spiriti di Donna Anna, Mercedes e Gaetano,
intrappolati in un triangolo d'amore e morte. E nel Palazzo degli Spiriti, noto anche come Villarosa, un rudere di una
villa romana, si narra che, di notte, una figura luminosa e senza volto suoni
la cetra e reciti poesie in latino per attirare i pescatori.
Insomma potrebbe essere un bel tour
spettrale per Natale! Siete scettici? Provare per credere! Per facilitare la
cosa esiste anche un’app chiamata Deathaly
— nata da un progetto universitario — che segnala i fantasmi, i munacielli e le
janare sparsi per Napoli. Permette di selezionare zone misteriose e leggere le
storie associate.
Che si tratti di suggestioni,
superstizioni o ricordi trasformati dalla fantasia, resta una verità: in ogni
vicolo di Napoli c’è una storia da ascoltare. E, talvolta, anche un fantasma da
incontrare.
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