Danilo Russo al Festival degli Animali sui pipistrelli, per sfatare una narrazione che tradizionalmente li ricollega all’immagine della malvagità e dell'oscurità

 


Di Fabio Gaudiosi 

La terza giornata del Festival degli Animali in Giallo, che si è tenuto il 6 marzo presso il Museo Zoologico e Mineralogico dell’Università Federico II di Napoli, ha visto tra i vari protagonisti anche Danilo Russo, chirotterologo e professore di ecologia. Nel corso del suo intervento, tenutosi in una sala affollata di curiosi e studenti, si è trattato dei pipistrelli, animali estremamente curiosi, vittime di una narrazione che tradizionalmente li ha ricollegati ingiuriosamente all’immagine della malvagità e dell'oscurità.

In realtà, lo studioso ha avuto modo di evidenziare quanti punti in comune abbiano con gli umani. Come noi, infatti, anche i pipistrelli sono abituati a vivere in società complesse, stanziandosi a lungo in determinate zone, in cui creano delle colonie estremamente organizzate. Essendo insettivori e potendo anche cibarsi di esemplari piuttosto grandi, essi sono estremamente importanti per l’ecosistema e utili per la nostra sopravvivenza. Inoltre, distinguendosi in onnivori e vegetariani, i pipistrelli hanno intrapreso una vera e propria storia di coevoluzione, cambiando insieme alle piante e fornendoci elementi decisivi per lo studio incrociato.

Danilo Russo ha poi messo in evidenza la grandissima abilità di questi animali, in grado di compiere delle manovre straordinarie anche grazie alla loro capacità di volare con le mani, rendendoli idonei a cacciare prede con estrema efficacia, anche in condizioni di estrema difficoltà. Come spiegato dal professore, la narrazione che collega i pipistrelli alla notte deriva dalla loro propensione a svolgere le proprie attività proprio in tali fasce orarie, con il fine di evitare i rapaci diurni. D’altronde, in alcune zone prive di tali pericoli, si è avuto modo di osservare come questi conducano la loro quotidianità proprio di giorno, avvalorando ancor di più la tesi per cui la notte rappresenti una scelta di sopravvivenza. Non sono affatto ciechi, ma vivendo principalmente al buio, hanno imparato a utilizzare il biosonar, emettendo degli ultrasuoni che gli consentano di misurare le distanze e la presenza di insetti con estrema affidabilità. Infatti, sono in grado di riconoscere anche gli insetti nascosti nel fogliame dei boschi, ascoltando i rumori che la preda emette anche in maniera appena percettibile. 

I pipistrelli usano le grotte principalmente per proteggersi durante il letargo (necessario nelle stagioni in cui la presenza di insetti si riduce drasticamente), facendo scendere la temperatura corporea ai gradi presenti nell'ambiente circostante e rallentando così drasticamente i battiti. Invece, nel periodo estivo i pipistrelli tendono a riprodursi, partorendo insieme e dando vita a un solo piccolo ogni anno. I pipistrelli hanno un accrescimento velocissimo, diventando in un solo mese della stessa grandezza della madre. Il fascino di questi animali è smisurato e si manifesta già all'interno dei rifugi, in cui i pipistrelli svolgono moltissime attività, a partire dal corteggiamento dei maschi verso le femmine, le quali creano dei veri e propri harem. O ancora, dalla loro propensione ad abbracciarsi quando si trovano insieme, dimostrandoci, ancora una volta, la complessità dei comportamenti sociali di questi animali.  

Oggi i pipistrelli sono sempre più minacciati da molteplici insidie, a partire dalla diffusione di pesticidi, che spesso hanno effetto non tanto sugli insetti ma sui loro predatori. Anche l'inquinamento luminoso crea delle reazioni pericolosissime per questi animali, che sono estremamente spaventati dalla necessità di declinare una sempre più radicata luce.

La preservazione di tali animali è una nostra responsabilità, come più volte ribadito nel corso dei vari interventi della giornata, volti a instaurare un dialogo scientifico tra grande pubblico e letteratura sugli animali. Tali specie non rappresentano solo un abbellimento estetico della natura, ma esseri viventi con cui siamo chiamati a coabitare, senza rendere impossibile la loro sopravvivenza.

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