Nella mente dell'animale che morde. Intervista a Danila d'Angelo, professoressa al Dipartimento Di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II
Di Fabio Gaudiosi
Danila d’Angelo, professore associato in Etologia e Benessere Animale al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II, sarà coinvolta nell’ambito delle attività del Festival degli Animali in Giallo 2026 con due panel, il primo dei quali si terrà il 9 gennaio al Museum café, durante il quale verrà approfondito il tema, oggi molto discusso anche nella Giurisprudenza, dell’aggressività degli animali. Infatti, l’argomento assumerà una configurazione ancora più giuridica nell’ambito dell’incontro successivo, condotto, assieme al professore Orlando Paciello, sabato 7 marzo al Museo Zoologico dell’Università Federico II di Napoli.
Professoressa, cosa aspettarsi dai suoi panel, di che cosa
tratteranno? Ci sarà una declinazione anche antispecista?
Sì, assolutamente, infatti intendo proprio cercare di dare una lettura meno antropocentrica della relazione uomo-animale, che spesso vive di fraintendimenti. Noi, in quanto studiosi di Medicina veterinaria, soprattutto nell'ambito della medicina comportamentale, ci interessiamo dell’ambito dell'interazione e quindi ovviamente anche del sostegno di chi gestisce animali, soprattutto cani, con problematiche comportamentali. Bisogna cercare ovviamente di essere da supporto, perché comunque il comportamento aggressivo è sempre l'espressione di un disagio dal punto di vista comportamentale. Spesso, purtroppo, queste sono delle situazioni che vediamo poi nella cronaca nera quando sfociano in aggressioni gravi, definendo fattispecie di omicidio. Per queste ragioni, soprattutto nel secondo incontro, declinato insieme al professore Pacello, che si occupa di Medicina Veterinaria Forense, daremo un taglio proprio anche su quello che è l'ambito della perizia congiunta, con un taglio specifico rispetto ai casi di morsicatura di cani.
Quanto è importante questo festival e i suoi panel ai fini di
una armonizzazione del mondo dell’uomo con gli animali, anche nell’ottica di
una maggiore sensibilizzazione?
È molto importante anche perché ci sarà la rappresentazione
delle varie declinazioni di questo rapporto, si pensi ad esempio anche al punto
di vista letterario. Come obiettivo finale dei miei panel intendo dare una
lettura quanto più libera possibile da quello che è l’antropomorfismo, molto
spesso fin troppo presente nell'ambito della relazione con i nostri animali,
che spesso poi dopo ci porta a comunicare male. Spesso gli errori comunicativi
sono anche presenti nella nostra specie, figurarsi tra specie diverse: se non
diamo un’identità chiara, gli errori permangono all'ordine del giorno, creando
così però situazioni di futuro pericolo per le persone.
®
Riproduzione Riservata
Commenti
Posta un commento
Ciao, contattaci scrivendo a redazione@gialli.it