Cadavere di un feto dentro un giornale del 1910, poi si scopre che lo scheletro risale a un secolo prima

 

Di Fabio Gaudiosi

Nel 2024, mentre svolgeva i lavori di ristrutturazione di una casa di Bishop Auckland, nella contea di Durham, nel Regno Unito, un operaio rinveniva improvvisamente tra le assi del pavimento lo scheletro di un feto, avvolto dentro la carta di un giornale datata al 19 giugno del 1910. Avvisata immediatamente la polizia di Durham, veniva diramata la notizia che il neonato fosse stato trovato con uno spago avvolto per tre giri intorno al collo, restituendo al caso tutti gli elementi per immaginare il verificarsi di un infanticidio. La vicenda sembrava dunque essere tutto sommato piuttosto chiara, laddove in passato questo genere di omicidi era abbastanza comune quando le famiglie non riuscivano a sostenere il peso di un’ulteriore bocca da sfamare, nascondendo così il senso della vergogna. Ai fini della completezza delle indagini, venivano dunque richieste le analisi del DNA e la datazione al radiocarbonio dello scheletro, affinché si potesse stabilire con certezza la data di morte del neonato. Ma, alla pubblicazione dei risultati, un caso di infanticidio ormai dimenticato si trasformava in un vero e proprio giallo.

L’inchiesta, aperta il 14 aprile 2026, ha infatti reso noto che il neonato sarebbe vissuto tra il 1726 e il 1812, con almeno un secolo di differenza dalla datazione del giornale in cui era stato ritrovato. Come evidenziato anche dal medico legale Jeremy Chipperfield, a cui è stata affidata l’analisi dei resti, questa scoperta ha posto dinanzi a una serie di interrogativi che lasciano più ombre che luci sul passato del piccolo feto. L’ipotesi più accreditata è che il neonato sia stato portato in quel luogo solo un secolo dopo la sua morte, ma le ragioni che avrebbero condotto a ciò restano difficili da immaginare. Inoltre, sarebbe ancora più complesso stabilire le cause del decesso del neonato, che si è scoperto avesse solo 40 settimane di vita, potendo anche trattarsi di un feto nato morto. Ma quindi, perché non seppellirlo? Perché, a più di un secolo di distanza, avvolgerlo nei fogli di un giornale e lasciarlo sotto le assi di un appartamento di provincia?

Nella miriade di dubbi che contraddistingue l’attività della polizia, si è deciso intanto di dare finalmente un degno saluto al cadavere, programmandone i funerali il 27 aprile 2026. Dopo la cerimonia Cathy Hunt, membro del gabinetto del Consiglio della Contea di Durham per i servizi dei bambini, ha espresso il suo personale cordoglio per un bambino a cui «non era stata data una sepoltura dignitosa e appropriata», per cui era importante restituirgli una memoria «in un modo che onorasse l’esistenza che avrebbe potuto vivere». La polizia intanto sta conducendo le indagini sulle famiglie che hanno abitato l’appartamento tra il 1900 e il 1920. Il 18 maggio 2026, il coroner Crispin Oliver ha richiesto di rinviare la data dell’udienza al prossimo 17 settembre, consentendogli così di ascoltare le testimonianze della polizia investigativa, del medico legale e dell’esperto delle analisi al radiocarbonio.  In questo modo, si proverà a mettere la parola fine a una vita che non ha avuto modo di esprimersi, che è stata stroncata troppo presto a causa di un destino che non le ha lasciato scampo. E a cui, soprattutto, non è stata data la possibilità di memoria, sepolta nelle assi di un passato senza storia. Cercando finalmente di mettere luce all’ultimo capitolo di un’esistenza avvolta dall’oscurità della sua morte.

 

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