I pappagalli “scostumati”

 



Di Fabio Gaudiosi

Se vi doveste trovare nello zoo nel Lincolnshire, in Inghilterra, chiedete di Billy, Elsie, Jade e dei loro altri cinque amici, perché vi faranno vivere un’esperienza senz’altro fuori dal comune. Si tratta infatti degli otto celebri pappagalli cenerini che hanno attirato l’attenzione del pubblico per il loro atteggiamento a dir poco “esuberante”. Gli uccelli, infatti, sono noti nel parco per la loro tendenza a esternare esclamazioni piuttosto colorite, avendole apprese dalle famiglie di provenienza prima che queste li donassero allo zoo. In realtà, cinque di essi erano già diventati famosi nel 2020, quando erano stati allontanati dalla voliera comune e spostati in aree più remote del parco; i loro comportamenti venivano infatti ritenuti poco appropriati ai principali ospiti dello zoo, i bambini, che sembravano particolarmente attratti dalle parole che ripetevano.

In effetti, tali atteggiamenti non erano stati affatto previsti: infatti, seppur quando erano stati messi in quarantena dopo le donazioni essi avessero esternato qualche parolaccia, era presumibile che in contesti più ampi e con maggiori distrazioni avrebbero senz’altro corretto questo difetto. Ebbene, la realtà si è rivelata ben diversa dalle attese, costringendo il direttore dello zoo a disporre alcune modifiche all’interno del parco affinché i pappagalli “scostumati” potessero ricevere visite solo da chi fosse effettivamente curioso di conoscerli.

In ogni caso, gli otto uccelli sono diventati delle vere e proprie star, anche dopo quanto avvenuto nell’intervista della BBC News a Steve Nichols, l’amministratore delegato del Lincolnshire Wildlife Park, che aveva pensato di posizionarsi al fianco della voliera per rispondere alle domande, salvo poi doversi spostare costretto dalle troppe parolacce.

Come ultimo rimedio per correggere il comportamento degli animali si è pensato di ricollocarli nuovamente al fianco dei propri simili, affinché l’esempio positivo degli altri possa influenzarli e indirizzarli verso un mutamento del proprio vocabolario. Infatti, scherzando Nichols ha affermato che «abbiamo 30 uccelli che imitano il “beep-beep” che fanno i camion in retromarcia. Magari impareranno a fare quello e a imprecare di meno». Il rischio che gli altri pappagalli possano invece apprendere le espressioni colorite degli otto simpatici protagonisti di questa storia è piuttosto improbabile, dato che tendenzialmente questi apprendono i suoni solo dagli umani. Si è affermato infatti che spesso tali uccelli tendano a replicare le parole più dette all’interno dei nuclei domestici per sentirsene parte, spesso stimolati anche da piccole ricompense di cibo dopo determinate esclamazioni. Non essendo dotati di corde vocali, la capacità dei pappagalli di emettere tali espressioni deriva dalla siringe, un organo che si trova nella biforcazione della trachea. Attraverso le membrane di cui essa è dotata, tali uccelli riescono a ripetere le parole pronunciate più spesso delle persone che li circondano, mettendosi sotto certi aspetti in comunicazione con loro.

In ogni caso, Billy, Elsie, Jade e i loro compagni rappresentano uno dei tanti esempi di come la zoologia possa rivelarsi non solo affascinante, ma anche estremamente divertente, poiché si può essere sboccati anche avendo, letteralmente, solo un becco.

 

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