Di Claudia Siano
Chiara Tortorelli, scrittrice ed editor, nonché autrice di un libro in grado di lasciare il segno intitolato: L’amore impossibile, edito da Homo Scrivens. Un romanzo da ricordare in quanto ha la capacità di rimanere impresso nella memoria di chi lo legge. Amori folli, forse troppo grandi, forse troppo complessi, forse fuori portata. Un romance emozionante, dove emergono le voci di tre donne in tre storie estremamente surreali e connesse tra loro.
Chiara, partiamo dal titolo, L’amore impossibile, a
quale forma di amore fa riferimento?
Il titolo racconta l'impossibilità di quell'amore che tutti conosciamo molto bene, quello fatto di bisogni, aspettative e pretese, proiettati sull'altro. Quello non è amore, è un calesse, destinato a dare dolore e a tradire il senso profondo dell'amore vero e proprio. Ho voluto raccontare l'amore possibile, quella forza possente di cui siamo intessuti nel profondo e che è capace di creare davvero trame d'amore nella nostra vita. Attraverso tre storie di donne nei secoli ho voluto raccontare come l'amore sia molto oltre i limiti stretti in cui cerchiamo di metterlo.
Quale segreto unisce le protagoniste delle tre storie? Ci
troviamo di fronte a tre piani temporali, dove ha pensato di condurre il
lettore?
Il segreto che unisce i protagonisti è il suono, la risonanza elementare capace di riconnetterci al senso profondo della nostra esistenza. Oltre il mistero c'è l'amore, che è mistero e invisibile, stupore e inaspettato. L'incontro con l'amore non può avvenire che lì, quando si ha il coraggio di guardare oltre il buio, oltre il vuoto.
L’ambientazione è una casa. Cosa rappresenta questo luogo e
che valenza acquisisce nel corso del tempo e dei racconti che unisce?
La casa è radici, e le radici sono dono e danno. Dono di ciò che riceviamo dal nostro passato, danno come ferita primaria inferta dall'ambiente. Nella casa si ritorna, dopo lungo vagare c'è il ritorno. Come il Nostos di Ulisse. La casa nel romanzo sarà lo svelamento e l'incontro con il mistero e con tutto ciò che la mente non potrà mai catalogare o spiegare.
Con questo romanzo cosa ha voluto raccontare nello
specifico, esiste un messaggio che ha voluto trasmettere a chi legge?
Ho voluto trasmettere la speranza di un modo nuovo e diverso di vivere l'amore. L'amore come stato di coscienza e l'oggetto di amore come chiave di accensione a quel filo vitale che è con noi da sempre.
Da dove nasce l’ispirazione nella scrittura di un libro così
profondo e personale per originalità e fascino anche nei confronti dell’ignoto.
L’amore è un tema che accomuna ogni generazione, e spesso non risulta semplice
far comunicare diverse forme di amore, diversi modi di amare. Quanto spaventa
l’ignoto in L’amore impossibile?
Secondo
me non ci sono vari tipi di amore, l'amore è unico, è una vibrazione oltre il
tempo e lo spazio, ed è un'esperienza assolutamente individuale. Come società
ci siamo disconnessi dall'esperienza dell'amore; nella smania di catalogarlo,
definirlo, capirlo, lo abbiamo tradito, impoverito, frainteso. Non ci sono
modelli da seguire, ci sono esperienze da fare e molto vuoto da creare. L'amore
ha molto a che vedere con lo spazio e con il silenzio perché vive su un
territorio liminale. Più cerchiamo di garantirne la durata o di preservarlo più
lo facciamo morire... È una sfida, un motore a vivere senza gabbie né schemi.
Per esplorare attraverso l'amore la libertà stessa del vivere.
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