Di Fabio Gaudiosi
Partiti nel 1882, i
lavori alla Sagrada Familia di Barcellona sembrano aver raggiunto finalmente
una definizione, essendo stata inaugurata il 10 giugno la Torre di Gesù,
l’ultima di quelle centrali, all’altezza del transetto. Papa Leone XIV ha
infatti potuto assistere a uno spettacolo meraviglioso che ha coinvolto tutta
la città, accogliendo così nel migliore dei modi il Sommo Pontefice. Eppure,
per quanto questo passo rappresenti un capitolo importantissimo per vedere la
basilica finalmente completata, manca ancora un 30% di lavori da svolgere,
alcuni dei quali necessitanti una lunga trafila burocratica.
La chiesa, infatti, non
riceve alcun finanziamento pubblico, essendo sostenuta soltanto dalle donazioni
devolute alla fondazione della Junta Constructora del Temple Expiatori de la
Sagrada Família. Per tale motivo, oltre che a causa della complessità del
progetto disegnato da Antoni Gaudí, la basilica ha subito molteplici
rallentamenti dei lavori, facendola diventare ancor più leggendaria alle
cronache. Il suo architetto, infatti, a chi gli chiedeva quando avrebbe
terminato la costruzione della Sagrada Familia, rispondeva che il suo
committente non avesse fretta, alludendo a Dio. Si tratta dunque di un progetto
che ha sempre declinato il trascorrere del tempo come prodromico alla sua
costruzione, accentuando così al suo interno, con ancora maggiore enfasi, il
dialogo delle varie epoche che comunicano tra di loro.
L’inaugurazione del Papa
è avvenuta proprio nel giorno del centenario della scomparsa di Antoni Gaudí,
genio indiscusso che di Barcellona ne ha fatto un vero e proprio gioiello. Le
emozioni che suscita l’ingresso nella chiesa sono indescrivibili, i rilievi che
sono alla sua base toccano profondamente le corde dell’anima. I colori del
cielo sembrano giocare con i colori delle vetrate, rendendo reale l’ingresso di
Dio all’interno della chiesa, una delle più affascinanti del mondo. La notizia
della vicina conclusione della Sagrada Familia, infatti, è subito circolata tra
le più importanti stampe internazionali, che però evidenziano come vi sia
bisogno di almeno altri dieci anni per vedere la basilica definitivamente
completata.
Intanto, il 10 giugno a
Barcellona si è tenuta una vera e propria festa, guardando al cielo la croce
appena aggiunta alla sommità della torre, che rende ufficialmente la Sagrada
Familia come la chiesa più alta
del mondo, raggiungendo i 173,5 metri di altezza. Uno spettacolo pirotecnico ha
illuminato la città, proiettando il volto di Gaudí, a cui è stata data la
possibilità di guardare dall’alto la sua meraviglia. La croce, dopo un gioco di
luci che ha illuminato l'interno della basilica, si è accesa, realizzando il
desiderio di Gaudí che la immaginava “risplendere
di giorno e illuminare la notte”. Come riportato da Valentina, una
bambina non vedente che ha spiegato al Papa il significato delle nuove aggiunte,
i bracci della croce posta sopra la torre finiscono tutti in un
vetro a punta “perché da quel vetro, secondo Gaudí, poteva uscire una luce a
forma di raggio. E poiché esce dai quattro bracci della Torre, simboleggia
l’ombrello protettivo della città di Barcellona: Dio protegge la città con
questo ombrello e abbraccia i barcellonesi”.
Vedendo lo
spettacolo, dei brividi corrono lungo il corpo, guardando la meraviglia nascere
davanti ai nostri occhi. L’arte che prende forma e si mostra: non c’è forse
testimonianza più forte di Dio che Gaudí potesse lasciare a noi.
® Riproduzione Riservata
Commenti
Posta un commento
Ciao, contattaci scrivendo a redazione@gialli.it