Vitagliano racconta “La ballata di Sant’Ilario”, il suo ultimo giallo edito da Homo Scrivens

 


Di Claudia Siano

Giancarlo Vitagliano, cardiologo e scrittore, torna ancora una volta con il suo protagonista per eccellenza, il detective Milo, stavolta nel nuovo giallo in uscita a giugno 2026, intitolato La ballata di Sant’Ilario, edito da Homo Scrivens e parte della collana editoriale Gatti neri e vicoli bui. Il protagonista è di ritorno da una vacanza ma tra una cosa e l’altra deve fermarsi a Sant’Ilario dove dovrà cimentarsi nello scoprire cosa si cela dietro un mistero molto antico, ci riuscirà?

 

Giancarlo, nel tuo nuovo libro torna il criminologo Emilio Severi, detto Milo che abbiamo imparato a conoscere nei tre romanzi precedenti che lo vedono protagonista. La ballata di Sant’Ilario mostra qualche sfaccettatura nuova di Milo?  

Milo vive con l’eredità del trauma dell’assassinio della madre e non riesce per ora a superarlo. Però in quest’ultimo romanzo c’è una situazione che lo renderà più ottimista, almeno al principio…

 

Chi si accosterà per la prima volta al protagonista con questo libro che idea si farà del criminologo?

Di un uomo problematico, che per il trauma di cui abbiamo detto ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, in particolare con le donne che incontra sul proprio cammino; però Milo è una persona empatica e con un alto senso dell’amicizia e, soprattutto, è uno che ha rispetto degli altri, indipendentemente dalle scelte che hanno fatto.

 

Il nuovo caso in cui Milo si dovrà spendere riguarda una storia risalente a vent’anni prima rispetto a quando gli viene raccontata, volevo chiederti se esiste una motivazione per questa scelta lontana nel tempo e soprattutto il perché dell’ambientazione in un piccolo paese della collina adriatica come Sant’Ilario, si tratta di un luogo che conosci, a cui sei legato o riesce a raccontare qualcosa in particolare che avevi in mente?

Mi piaceva l’idea di un luogo circoscritto con i suoi abitanti e con ognuno che fornisce una propria visione dell’accaduto, cosa che è maggiormente possibile se si racconta un avvenimento a distanza di tempo. Per questo ho inventato un paesino che riassumesse un po’ le caratteristiche di vari luoghi, funzionale alla storia che avevo in mente.

 

Dove si inserisce La ballata di Sant’Ilario nella serie iniziata nel 2017 con Milo. Detective per amore. Era già in programma questo quarto libro o il progetto del libro si è definito in fieri?

Beh, in realtà, a me viene in mente una vicenda e solo in un secondo tempo può capitare che si adatti alla serie di Milo che si svolge cronologicamente, per quanto ogni singolo libro possa essere una lettura a sé stante.

 

In appendice al libro c’è il racconto vincitore del concorso “Corvo Nero” ad opera di Giovanni Taranto. Che valore conferisce questo racconto alla tua pubblicazione?

Sono stato scelto per esaminare i vari racconti proposti al concorso e devo dire che ho ritenuto validi la maggior parte di loro. Quindi è motivo di orgoglio per me ritrovarmi il racconto vincitore accluso al mio libro!

 

® Riproduzione Riservata

Commenti