Di Fabio Gaudiosi
Che il mondo nasconda una
molteplicità di misteri ormai è chiaro. Eppure, ce ne sono di alcuni così
affascinanti e incomprensibili, che diventa impossibile rimanerne immuni. Tra
tutti, non si può non parlare del brusio di Taos, un rumore che si propaga in
alcune zone del pianeta e di cui non si conosce l’origine. Nello specifico, si
tratta di un suono a bassa frequenza, tra i 32 e gli 80 Hz, che fu rilevato per
la prima volta circa cinquanta anni fa nella città di Taos, in New Mexico
(USA), a 2.124 metri di altezza. Il rumore, percepibile appena all’orecchio
umano, è estremamente difficile da catturare e isolare attraverso registrazioni
audiometriche, facendo diventare la località americana un vero e proprio sito
di ricerca scientifica sul campo. Gli abitanti in grado di sentirlo lo
descrivono come un suono sordo, acuto e intermittente, paragonabile secondo
alcuni ad un treno in lontananza o ad un motore a diesel acceso al minimo. Il
rumore si propaga in modo più deciso nelle ore notturne, quando l’inquinamento
sonoro è inferiore, non essendo però ancora chiaro, dopo trenta anni di ricerche,
da dove origini.
In realtà, il brusio di
Taos è stato rilevato anche in altre zone del pianeta, tra cui in alcuni luoghi
della Russia, della Norvegia e dell’Ungheria, nonché in Canada e nelle Hawaii,
fino ad arrivare in Australia e in Indonesia. In questo modo, il mistero ha
raggiunto una dimensione di carattere globale, tanto che nel 2012 il
ricercatore canadese Glen MacPherson aprì un sito web apposito, con
all’interno la World Hum Map and
Database, una mappa in cui censire gli altri
luoghi della Terra in cui il rumore fosse stato rilevato. I soggetti afflitti
dal brusio di Taos, stimati attorno al 4% della popolazione mondiale, se ne
dicono fortemente condizionati, avendo maturato nel corso degli anni forme di insonnia,
mal di testa e vertigini, decidendo in alcuni casi persino di cambiare casa.
Dal punto di vista
scientifico sono state proposte diverse spiegazioni all’origine del suono,
nessuna delle quali sembra oggi aver convinto unanimemente la ricerca.
Inizialmente si era immaginato potesse derivare dalla presenza di istallazioni
militari presso l’area di Taos, la White Sands Missile Range. Eppure,
ciò non avrebbe potuto giustificare l’ascolto del rumore nelle altre aree della
Terra, in cui non sono stati rilevati depositi di tal genere. Per lo stesso
motivo, è stata esclusa anche l’ipotesi di attività geologiche nella zona,
suggestionando così i sostenitori delle teorie del complotto, per cui sarebbero
le moderne tecnologie a comportare tali sintomi. Si è anche immaginato che la
sorgente possa essere di un segnale radio molto basso, un infrasuono, simile a
quello utilizzato dai sottomarini, la cui propagazione verrebbe favorita
dall’ambiente circostante, per cui l’energia radiante reagirebbe in questo modo
a contatto con i tessuti molli del cranio, stimolando così il nervo uditivo. Ancora,
secondo Oliver Sacks, neurologo e autore del libro Allucinazioni, il
ronzio di Taos potrebbe essere una sensazione uditiva generata dal cervello per
colmare dei vuoti sensoriali, in assenza di stimoli reali.
Le ipotesi che sono state
immaginate sono insomma estremamente variegate, ma tra queste sembra più
accreditata l’idea che si tratti di una forma di acufene. Infatti, dei
ricercatori tedeschi hanno da poco condotto un’indagine coinvolgendo ventotto
soggetti, i cui risultati hanno evidenziato come soltanto due di questi fossero
dotati di una sensibilità uditiva acuta, escludendo così si possa trattare di
iperacusia e rendendo molto meno probabile l’origine esterna del rumore. Markus
Rudolf Drexl, professore alla Norwegian University of Science and Technology, a
capo della delegazione di studiosi, ha evidenziato come «secondo i nostri
risultati, anche se non abbiamo escluso casi dovuti a fonti sonore fisiche
esterne, suggeriamo che l’acufene soggettivo nell’intervallo delle basse
frequenze sia spesso la causa delle pulsazioni uditive associate alla
percezione di suoni a bassa frequenza». Per ora, però, anche questa ricerca non
è riuscita ad affermare con assoluta evidenza scientifica la propria ipotesi,
lasciando ancora il ronzio di Taos nell’incertezza del mistero.
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