La Settimana Enigmistica: dal 1932 l’alleata fedele di ogni estate italiana

 

Di Claudia Siano e Fabio Gaudiosi

Il termometro segna trentasette gradi. Attorno a noi si aggirano flotte urlanti di bambini indemoniati, anziani signori con occhi glaciali che si sfidano a carte all’ultimo sangue, gladiatori che sferrano con violenza i pali dei loro ombrelloni nella sabbia rovente, famelici morsi dati a panini senza più testa, tracotanti di cibo fino a non contenerne più. In mare palloni danzanti minacciano la nostra instabile incolumità, mentre le onde del mare si allungano fino a fagocitare le povere infradito: è l’estate italiana, meravigliosa testimonianza dei colori di un popolo pieno di sfumature.

In questa dolce caoticità, cullati dagli strilli di genitori ormai anche a noi familiari, decidiamo di battere immediatamente in ritirata, rifugiandoci nel nostro angolo di mondo delimitato dai contorni dell’ombrellone. L’unico mezzo per riuscirci è riposto gelosamente nello zainetto: quell’oggetto che non può mancare in spiaggia dopo la crema solare, l’unico metodo infallibile per scappare dalla noia al bar d’estate insieme alle carte da burraco, il modo più semplice per mostrare la verve intellettuale se non avete niente da dire, nonché il mezzo per estraniarsi dal cellulare, ammesso che qualcuno non lo usi per imbrogliare. Cosa sarà mai? Vi diamo un altro indizio; Raffaele, il portiere di Palazzo Palladini nella soap opera Un posto al sole, ne ha sempre almeno una in portineria: parliamo della Settimana Enigmistica, il settimanale che esce ogni giovedì in tutte le edicole da almeno novant’anni.

La rivista nasce nel 1932, quando i cruciverba circolavano in Italia da circa 7 anni. Questi furono importati dagli Stati Uniti, dove erano stati inventati pochi giorni prima del Natale del 1913: in realtà la loro invenzione coincideva con l’esigenza di fornire un passatempo ai lavoratori nel tragitto più o meno lungo che dovevano affrontare per tornare a casa. Non è un caso, infatti che la disposizione delle caselle ricordi la griglia ortogonale, quella della mappa di Manhattan, con le sue linee intersecate tra di loro, proprie della stagione del modernismo. In Italia, invece, il primo numero in assoluto della Settimana Enigmistica risale al 23 gennaio del 1932, quando fu fondata nel milanese ad opera di Giorgio Sisini, un ingegnere sardo. Ad oggi la rivista conta poco meno di cinquemila pubblicazioni, collezionando solo due ritardi (i numeri del 21 agosto 1943 e del 14 luglio 1945) nella sua longeva storia, che si può definire ancora contemporanea.

A cambiare nel tempo sono stati numerosi fattori, a partire dal numero di pagine, che agli albori ne contava soltanto sedici, arrivando oggi a ben quarantotto. Nel tempo sono mutati anche i giochi, i cruciverba, i rebus, ma l’aggiunta decisiva risale al 2017 con l’integrazione del Sudoku. Un passatempo che, però, non è mai stato eguagliato, nonostante i numerosi tentativi. La rivista ha iniziato a rappresentare non più solo il canonico passatempo, ma un vero e proprio fenomeno editoriale, che “vanta innumerevoli tentativi d’imitazione!”.

Prendiamo in mano la matita, da una parte la mina, dall’altra la gommina, già sfregata le volte in cui il lento avanzare del nostro cruciverba ci ha portato a sbagliare. Con la Settimana in mano, accorgerci di aver sbagliato ci regala una sensazione di impagabile soddisfazione, a dispetto di quanto avvenga in occasioni analoghe: la possibilità di sbloccare nuove lettere (magari questa volta giuste), crea una sensazione di soffice felicità, mitigata solo dall’adrenalina di riuscire a vincere l’enigmista che ci ha sfidato. Leggiamo ad alta voce il 12 orizzontale, 6 lettere: “Regala momenti indimenticabili”. Ci risponde un signore di passaggio che sta per buttarsi al mare: “Estate!”. Eccovi spiegata la Settimana Enigmistica.

 

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